• Costanza Muraro - Liceo A. Pigafetta

25 marzo: nel ricordo delle vittime della schiavitù

Virginia, 1705:

Veniva disposto che il padrone fosse esente da qualunque punizione se avesse ucciso uno schiavo che gli aveva opposto resistenza.


Carolina del Sud, 1712:

Veniva disposto che nessuno schiavo potesse uscire liberamente dalla piantagione del padrone senza un permesso o un'autorizzazione scritta; lo schiavo che avesse trasgredito sarebbe stato frustato.


Nel 1776 gli Stati Uniti adottarono gli Slave Codes, leggi con le quali si legittimava la "proprietà privata" di uomini, donne, bambini africani. A partire dal XVI fino alla fine del XIX secolo, milioni di persone, provenienti per la maggior parte dalle coste africane, sopraffatte con la forza, furono costrette a lasciare la loro terra. Spogliate dei loro averi. Denudate della loro libertà. Attraversato un oceano urlante, si ritrovarono prigioniere a lavorare nelle piantagioni delle Americhe e delle Isole Caraibiche. Esseri umani deportati come schiavi. Esseri umani considerati proprietà di altri. Ridotti da persone a cose, utilizzati come merce, privi di alcun valore. Nel 1831 nella Contea di Southampton scoppiò una rivolta contro le prepotenze dei coloni. Oltre duecento schiavi furono uccisi. Soffocati nel sangue. Erano anni in cui si diceva: Io ti possiedo. Tu mi appartieni. Io sono più forte. Tu non sei nessuno.

La schiavitù venne abolita negli Stati Uniti nel 1865, dopo la guerra di secessione. In memoria della "tratta atlantica" le Nazioni Unite hanno scelto il 25 marzo come la giornata internazionale in ricordo delle vittime della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi. La giornata in onore di tutti coloro che hanno subìto "la peggiore violazione dei diritti umani nella storia".

La schiavitù è stata formalmente abolita nel 1948 con la Dichiarazione universale dei diritti umani, ma ancora oggi si registrano almeno 10 milioni di schiavi nel mondo, molti dei quali concentrati in Asia, in Africa e nei paesi occidentali. Donne e bambini vengono tenuti in uno stato di schiavitù per essere avviati ad attività illegali o per lavorare in condizioni di sfruttamento estremo. Ancora oggi Dignità, Diritti, Uguaglianza sono spesso parole astratte. Concetti lontani.



Di Costanza Muraro, Liceo A. Pigafetta, 3°B