• Greta Paolini - Liceo C. Colombo

6:20 AM

''Diin diin diin'' e poi ''clunk''.

Questa è la mia mano che cercando a tentoni la sveglia fa cadere dal comodino una copia sgualcita de ''I Mandarini'' della de Beauvoir.


''Che giorno è oggi?''

È questo il mio primo pensiero. Ma la risposta non ha importanza. Saranno altre ventiquattro ore nebbiose composte da incertezze e sconfitte. Un piccolo pezzo di vita perso per sempre. Sento una sensazione di freddo e mi risistemo sotto le coperte. Quel sottile strato di pile però non è sufficiente a placare il fiume dei miei pensieri. Sento quell’acqua scorrere inarrestabile, quasi più veloce del tempo.


''Chi mi restituirà tutti i mesi persi?''

É un interrogativo che mi assilla costantemente ma a cui non trovo soluzione. Ormai tutte quelle mattine vuote trascorse davanti al computer sono solo granelli di sabbia passati dall’altra parte della clessidra. Il ricordo di esse rimane impresso nella mia mente come un istante sul rullino della mia 35mm.


''Che ne sarà di noi giovani?''

Sono consapevole di avere 17 anni ma allo stesso tempo mi sembra di essere rimasta cristallizzata da marzo 2020. È da allora che ogni cosa ha perso il suo sapore. Siamo la generazione che si è persa un pezzo di crescita e le conseguenze di ciò si stanno facendo sentire sempre di più. È stata compromessa la salute mentale di ognuno, ma ciò non sembra essere rilevante.


''Segni neri e rossi sulla mia pelle.''

Più di un centinaio di suicidi in pochi mesi, aumento della violenza domestica, una vertiginosa crescita di ricoveri nel campo delle malattie mentali, sblocco dei licenziamenti e crollo delle assunzioni. Cose ti poco conto per il governo, che invece di proporre bonus per colloqui psicologici o incentivi per permettere di sopravvivere a chi non ha uno stipendio preferisce investire 20 milioni su bici e monopattini elettrici. Viviamo in una fase di totale incertezza di cui purtroppo non si vede la fine. Ci si concentra solo ed esclusivamente sulla pandemia, dimenticandosi ad esempio del riscaldamento globale e delle persone che muoiono di fame.


''Silenzio!''

Il buio mi avvolge ma neanche questo riesce a placare la rabbia che mi ribolle dentro. Non riesco più ad urlare, consapevole che il mio grido avrà lo stesso peso di un video senza sonoro. Mi sento incompresa ed inascoltata. Sono stanca di trascinarmi in avanti senza dare un senso alle giornate, inerme. Mi sento sommersa dai canoni stabiliti dalla società. Non ho più la forza di rispondere alle critiche, ho esaurito le lacrime. Vorrei essere inghiottita dal mio cuscino e scomparire.


''6:25 AM''

Leggo l’ora sul quadrante della mia sveglia: sono in ritardo. Corro a prepararmi per non perdere il treno, ricordandomi di indossare una maschera sorridente per celare al mondo ciò che ho davvero dentro.



Di Greta Sofia Paolini, Liceo C. Colombo, 4°D