• Letizia Alecci - Liceo M. Azzarita

Bjorn Borg - Un campione senza tempo

Bjorn Borg è un ex tennista svedese che contribuì a rivoluzionare il mondo del tennis con i suoi colpi, diversi da quelli che utilizzavano gli altri tennisti negli anni 60,70 e 80.

Lui si affascinò al tennis fin da giovanissimo. Il primo contatto con questo sport lo ebbe quando il padre gli regalò una racchetta da tennis, da lui ricevuta come premi o per aver vinto un torneo dilettantistico di tennis tavolo.

Il giovane Borg non ha rivali nelle categorie della sua età e nel 1972, a soli 15 anni, viene selezionato per la squadra che deve rappresentare la Svezia in Coppa Davis. All'esordio nel grande tennis il futuro campione sconfigge in 5 set il neozelandese Onny Parun. Pochi mesi dopo vince il singolare maschile Junior del Torneo di Wimbledon.



CARRIERA

Nel 1974 vince i suoi primi 7 tornei professionistici. Dopo due successi sul cemento vince gli Internazionali d'Italia sul campo di terra battuta del Foro Italico, sconfiggendo nettamente in tre set Ilie Năstase. Due settimane dopo il successo di Roma si ripete sulla terra battuta vincendo il suo primo Slam all'Open di Francia. Questo successo lo rende il più giovane vincitore della storia del Roland Garros.

Nel 1976, Bjorn perde nei quarti di finale dell'Open di Francia, si tratta della seconda e ultima sconfitta della carriera di Borg nel torneo parigino, ancora una volta per mano di Adriano Panatta, un grande tennista italiano, che è l'unico uomo ad aver sconfitto addirittura per 2 volte il grande campione svedese nel Roland Garros. Qualche settimana dopo Borg vince a Wimbledon il terzo Slam della sua carriera; in finale batte Ilie Năstase e per tutto il torneo non cede mai nemmeno un set, Borg è il più giovane vincitore del singolare maschile a Wimbledon. Nel giugno 1980 vince il suo quinto Open di Francia. Anche quest'anno non perde neanche un set in tutto il torneo e poche settimane dopo riesce ad arrivare alla finale di Wimbledon contro un agguerritissimo McEnroe. La partita è giudicata da molti come una delle più belle della storia di questo sport, negli occhi dei tifosi rimarrà per sempre il tiebreak del quarto set, con Borg in vantaggio 2-1 nel conto set i due avversari diedero vita ad una grande sfida che vide Borg avere 5 palle match per chiudere l'incontro e McEnroe 6 palle per arrivare al quinto set; in quel tiebreak l'americano si impose per 18-16, ma poi nel quinto set Borg riuscì a prevalere 8-6 vincendo il suo quinto Wimbledon consecutivo.


Nel 1981 Borg vince il suo sesto e ultimo titolo all'Open di Francia; poche settimane dopo arriva per la sesta volta consecutiva in finale a Wimbledon, ma dopo 5 titoli e 41 vittorie consecutivi nello Slam britannico (record detenuto a pari merito con Roger Federer), McEnroe lo sconfigge in 4 set, impedendogli la conquista del sesto titolo.


Nel 1982, per via della tremenda delusione nella finale di Wimbledon dell'anno precedente, Borg prese parte solo al Torneo di Monte Carlo, perdendo contro Yannick Noah nei quarti di finale, dopo aver passato tutta la stagione a fare da spettatore. Nel 1983 sempre a Monte Carlo si presentò in pessime condizioni fisiche per la lunga inattività: la sconfitta al secondo turno contro Henri Leconte fa decidere al campione svedese di abbandonare l'agonismo.


CARATTERISTICHE

Borg è passato alla storia per i suoi cinque successi consecutivi a Wimbledon – record eguagliato solamente, quasi trent'anni dopo, da Roger Federer con la vittoria nelle edizioni 2003-2007 – e per aver saputo adattare al tennis su erba il suo gioco da fondocampo, che sembrava precludergli un ruolo da protagonista sul verde.

Lo svedese fu il primo a colpire la palla con il colpo diritto costantemente dal basso verso l'alto, conferendole il cosiddetto effetto in top-spin con la rotazione del polso, conferisce profondità al colpo e garantisce maggior controllo della pallina. Negli anni settanta il solo Borg riusciva a eseguire con regolarità questo colpo. Giocava inoltre, con il rovescio a due mani, all'epoca giudicato poco elegante: insieme a Jimmy Connors fu il primo a giocare ad altissimi livelli con quel colpo mostrandone tutte le potenzialità.


Ma lo svedese fu anche un atleta nettamente superiore ai rivali dell'epoca. La sua preparazione fisica unita alla sua grande solidità mentale lo rendeva un giocatore dotato di resistenza e velocità fuori dal comune; Borg tra l'altro si allenava palleggiando contro un muro di pietre vive, con la palla che rimbalzava irregolarmente in ogni direzione.


CARATTERE

Borg è conosciuto anche per il suo temperamento incredibilmente glaciale, in totale contrasto con quello dei suoi grandi rivali Connors e soprattutto McEnroe. Borg era un uomo di poche parole ed era solito non protestare contro arbitri e giudici di linea. Al termine di uno scambio o di una partita non lo si è mai visto esultare in modo vistoso e appariscente, solo dopo la vittoria di un importante torneo si limitava ad inginocchiarsi e a volte ad alzare le braccia.



Per via di questo temperamento venne quasi immediatamente ribattezzato dalla stampa come “Ice man” (Uomo di ghiaccio). Nelle conferenze stampa Borg era sempre molto conciso nelle risposte. Si limitava a rispondere alle domande, senza mai aggiungere commenti o ragionamenti. Borg spiegò come mai in campo riuscisse ad essere così poco emotivo dicendo che le sue arrabbiature le teneva per sé. Raccontò che quando aveva dodici anni, continuava a buttare per terra la racchetta e barava sempre ed è lui stesso a definire questo suo atteggiamento come un caso clinico. Tirava palle in tribuna e i suoi genitori decisero di non assistere più ai suoi incontri perché si vergognavano. Fu sospeso per sei mesi dall'associazione di tennis svedese e per lui essere designato come "pecora nera" del tennis nel suo paese divenne un trauma. Decise così di fare un lavoro su se stesso e di tenere per sé gli impulsi che scaturivano quando in campo uno dei suoi avversari barava.


Di Letizia Alecci - Liceo M. Azzarita