• Sara Boughanmi - Liceo L. A. Seneca

Cosa si nasconde dietro il K-POP?

La musica k-pop è diventato ormai un fenomeno cult discografico diffuso in tutto il mondo; conta milioni di fan in tutti i continenti ed ha conquistato una grossa fetta di mercato, riuscendo ad appassionare un numero sempre crescente di giovani fan. Sicuramente a molti sarà capitato di sentirne parlare in giro, di notare i BTS di sfuggita sulla copertina del Cioè, o di aver ascoltato per sbaglio una canzone delle BLACKPINK alla radio, per non parlare del caro vecchio Psy che per un non breve periodo fece risuonare le sue hit in tutto il mondo. Tutti noi dunque, appassionati o non, siamo in qualche modo entrati in contatto con il magico e scintillante mondo del k-pop; ma vi siete mai chiesti cosa si nasconda dietro la figura dei cosiddetti idol e da cosa è generato questo enorme successo?

Alla base di questo genere pop sudcoreano c’è innanzitutto una cura maniacale per tutti i dettagli estetici degli artisti, delle coreografie, dei costumi, dei gesti, dei video musicali: nulla è lasciato al caso e tutto è programmato alla perfezione, cosa che contribuisce in particolare all’espansione del fenomeno. La musica nello spietato sistema capitalista asiatico non viene vista solo come una passione, ma anche come una vera e propria azienda: si applica una costruzione meticolosa di ciò che viene trattato come un prodotto di consumo, sapientemente assemblato e ben confezionato per piacere a al pubblico, il quale ricerca una perfezione volutamente edulcorata ed esagerata; insomma i cantanti e performer sono una vera e propria macchina del successo.

A partire appunto dall’aspetto fisico di ogni membro, passando per la preparazione atletica e canora impeccabile, i gruppi coreani sono una combinazione di elementi che creano il gruppo ideale. Ognuno di loro ha una sua personalità ben definita, che non si sovrappone con quella degli altri, hanno abbigliamento e colori di capelli stravaganti, eleganti e trasgressivi e sanno come instaurare tramite i social un rapporto diretto e costante con la fanbase, consolidando così in modo definitivo il loro ruolo di poster.

Anche a livello più strettamente musicale la ricetta della hit sembrerebbe seguire un manuale ben collaudato: ritmo accattivante e coinvolgente, drop mozzafiato, sapiente mescolanza dei più vasti generi musicali e una coreografia subito da emulare. In un brano vi è un mix di tendenze post-moderne, musica house, electro, rock, pop o phunk che coniuga elementi palesemente occidentali a una mentalità tipicamente orientale che con delle incursioni di lingua inglese proprio nei punti dove queste risultino più orecchiabili e facili da ricordare (come il ritornello) così come i nomi stessi delle band. A livello visivo la prima cosa che ci colpisce è l’incastro coreografico perfetto, mischiato a un’estetica a dir poco esuberante, ricercata ed esagerata, dove qualsiasi cosa trasuda un calcolo infinitesimale.

Le coreografie, frutto di anni di allenamenti, sono una delle chiavi del successo. I dinamici passi di danza, elaborati, semplici o acrobatici, sanno coinvolgere il pubblico ancora di più, e a dare origine a veri e propri raduni di random play dance challenge, in cui i partecipanti di ogni dove si riuniscono tutti insieme in un semicerchio con delle casse che ogni cinque minuti cambiano canzone: chi la conosce può gettarsi nella mischia e mettersi a ballare insieme a tutti gli altri. Nei raduni anche il fattore collettività gioca un ruolo fondamentale: la possibilità di conoscere nuove persone, di poter condividere le proprie passioni e i propri interessi, la bella musica e i momenti di ballo, senza competizioni, ma solo divertimento, dove non è neanche imperativo sapersi muovere bene come gli idol, ma basta solo leggerezza e capacità di mettersi in gioco.

Le loro canzoni toccano spesso temi sociali che smuovono le categorie più giovani, che rendono molto più facile il processo di immedesimazione ed empatia verso un disagio giovanile diffuso: i temi più ricorrenti sono l’accettazione di sé stessi, l’amore, l’amicizia, la depressione e l’importanza di godersi la vita istante per istante. Possiamo affermare che le band coreane sono oggi i nuovi One Direction o le Spice Girls dei nuovi anni dal 2010 in poi: performer di altissimo livello e con un ascendente sul pubblico da non sottovalutare.



Di Sara Boughanmi, Liceo L. A. Seneca, 4°A