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  • La Redazione

“IL CAVALIERE D’INVERNO”

Recensione di Irena Vanic, 5SUC, Liceo G.M. Colombini, Piacenza


Il cavaliere d'inverno è uno dei capolavori scritto da Paullina Simons, pubblicato nel 2000. È un romanzo rosa storico, che riporta una delle storie d'amore più strappalacrime che abbia mai letto: quella di Tatiana Metanova e Alexander Belov, durante i giorni dell'assedio di Leningrado. 

Era il 22 giugno 1941, l'estate era alle porte, pareva una giornata come tante, eppure nessuno poteva sapere che quel giorno sarebbe stato l'inizio di una catastrofe: i tedeschi avevano dichiarato guerra ai russi e avevano invaso il loro territorio, attraverso “la spedizione Barbarossa” che, in quel momento, stavano attuando. Quel giorno, dunque, non era affatto felice, perciò l'Armata Rossa dovette preparare i suoi soldati al contrattacco. E fu così che un giovane uomo come tanti altri, Alexander, stava marciando verso una destinazione ignota, verso una guerra che forse lo avrebbe ucciso; questo finché non vide una semplice ragazzina che, incurante di quello che stava accadendo, cantava tutta tranquilla mentre mangiava il suo gelato. Lui rimase completamente incantato da quella visione, dalla sua chioma bionda e lunga e dal suo vestito bianco con delle rose rosse. Poi lei si girò. I loro sguardi si intrecciarono. Alexander capì in quella frazione di secondo di essersi innamorato e, proprio per questo, ebbe l'istinto di abbandonare tutto quello che stava facendo per attraversare la strada, che lo separava da quella ragazza. Anche se non sapevano che quella semplice deviazione sarebbe stata l'inizio di una nuova vita.


A questo punto, dunque, comincia la loro storia, grazie alla curiosità umana di un ragazzo nei confronti di una fanciulla spensierata e felice, in un giorno, però, totalmente sbagliato. 

Paullina Simons sarà capace in questo libro e anche negli altri due, che ne rappresentano il continuo, “Tatiana e Alexander” e “Il giardino d'estate”, di immergere e travolgere completamente il lettore; di portarlo dentro una storia drammatica di due giovani che si sono amati in guerra. 


Tante volte hanno rischiato di perdersi e di separarsi, così come si sono amati e si sono odiati, in un contesto a loro per niente favorevole, dove la morte era all'ordine del giorno.

La peculiarità della Simons, inoltre, sta nel fatto di essere molto attendibile verso i fatti storici che racconta, con descrizioni, che riguardano le ambientazioni, le situazioni famigliari dei personaggi, i rapporti sociali ai tempi, gli elementi storici e tecnici della guerra.

Perciò tutto questo rende il libro molto realistico ed è per questo che il lettore, se in sintonia col genere trattato, non potrà non amare questa storia incredibile!


E c'è anche di più. Una curiosità che caratterizza il libro più famoso della Simons è anche l'indirizzo della dedica. I nomi che lei riporta sono due: Lev e Maria, i suoi amati nonni, che hanno vissuto anche loro gli atroci novecento giorni dell'assedio. In un'intervista ha dichiarato, addirittura, che i due protagonisti, prendono proprio spunto dai caratteri dei parenti in questione, così come anche una parte della loro storia romantica.

Questa curiosità è un aspetto che quasi nessuno tratta nelle recensioni su questo libro meraviglioso, nonostante sia molto importante, in quanto, credo, sia uno dei motivi per cui Paullina sia riuscita a trasmettere e portare, con qualche lacrima strappata, l'anima dei protagonisti dentro il cuore dei propri lettori. 


È semplicemente un capolavoro della nostra letteratura contemporanea e per chi vuole immergersi in un'atmosfera romantica e allo stesso tempo storica, con un pizzico di concretezza e realismo, lo consiglio assolutamente!

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