• Camilla Chinaglia - Liceo E. Cairoli

Meditazione: in cosa consiste la tecnica del "mindfulness"?

In un contesto in cui essere stressati è la norma ed essere costantemente di corsa da un impegno all'altro è una virtù, la meditazione può insegnare a focalizzarci sul momento presente e a non lasciare che il nostro continuo ruminare sia tiranno delle nostre vite.


Il “mindfulness", la tecnica di meditazione di cui vi vorrei parlare oggi, trae le sue origini dalla pratica buddista del Satipatthana, parola che significa più o meno "mantenere l'attenzione all'interno". Meditare, infatti, contrariamente a quanto si è portati a credere, non è sinonimo di assenza di pensieri, ma piuttosto, di controllo e di consapevolezza di essi.

Il Satipatthana è uno dei passi del nobile ottuplice pensiero che il Buddha insegnava ai suoi discepoli come percorso per il raggiungimento dell’illuminazione. Tuttavia, al giorno d’oggi la parola "mindfulness" si è allontanata dal suo significato di rito religioso e ha acquisito l’accezione di pratica, esercizio mentale alternativo o complementare alla psicoterapia, utile alla riduzione dello stress e al controllo delle piccole ansie di tutti i giorni.


Una comoda metafora usata nell’insegnamento della meditazione è la seguente: la nostra consapevolezza è come un uomo seduto al sicuro a lato di una strada, che osserva le macchine, ovvero, nella metafora, i nostri pensieri, passare nelle varie direzioni lungo la strada. Il compito dell’uomo è semplicemente quello di osservare in maniera conscia, da fermo, il passaggio di ogni singola auto, il compito della nostra mente quello di osservare in maniera distaccata i pensieri che la attraversano. Quello che la nostra mente tende a fare talvolta è inseguire le vetture, mettersi alla guida oppure opporsi al loro passaggio.

Da questa metafora possiamo derivare una nozione essenziale: la meditazione insegna alla nostra mente a distaccarsi dai suoi pensieri, che non devono rappresentare la sua identità, ma suoi prodotti. La stessa cosa è applicabile alle emozioni, che non devono essere percepite come caratteristiche dell’ego ma come suo prodotto.


Le tecniche che si possono impiegare nell’apprendimento del "mindfulness" sono molteplici, la più comune e semplice consiste nel portare l’attenzione sul respiro e concentrarsi su di esso. Altre tecniche note sono quella della meditazione trascendentale, che si ottiene ripetendo un mantra e focalizzandosi su di esso, o quella della meditazione dinamica che consiste nel meditare compiendo movimenti simili alla danza o talvolta allo yoga.

La scienza ha sondato gli effetti che la tradizione buddhista e la cultura popolare attribuisce alla meditazione in molti studi dai risultati sorprendenti.


Il professor Benson, neurologo dell’università di Harvard, ha studiato l’influenza della meditazione sull’anatomia del cervello e sulla sua funzione in individui che meditavano da almeno otto settimane. Per fare ciò ha sottoposto i soggetti del suo studio a delle risonanze magnetiche durante la meditazione, dopo di essa e in altri momenti e ha comparato i risultati agli esiti di soggetti del tutto estranei alla pratica.

Ciò che ha evidenziato è stato una maggiore connessione tra la zona del cervello responsabile del controllo attivo e l’area responsabile della memoria e dell’attenzione. Inoltre la dimensione dell’amigdala, responsabile della risposta emotiva istintiva e della percezione del dolore era inferiore nei soggetti che meditavano.

Altri studi hanno dimostrato una moderata riduzione della sensazione d’ansia e un miglioramento nelle condizioni di attacchi di panico e di depressione conseguente alla pratica della meditazione, con tutta probabilità causate da una minore attività delle aree cerebrali responsabili dell’attenzione al passato e dei pensieri rivolti al futuro.


Se questo articolo vi ha minimamente incuriosito, permettetemi di indicarvi alcune risorse per approfondire l’argomento o cimentarvi voi stessi nella meditazione. Molto interessante è il corso-documentario su Netflix ‘Headspace Meditation’. Tra le app troviamo Calm e Headspace, entrambe utili ad introdurre la pratica del "mindfulness" nella quotidianità delle nostre giornate.



Di Camilla Chinaglia, Liceo E. Cairoli, 2°G