• Federica Bertoni - Liceo L. A. Seneca

"Adorazione dei magi" di Leonardo da Vinci



Contrariamente ad altri pittori, Leonardo colloca la scena all’aperto. La Vergine e il Bambino al centro, circondati dai Magi (in basso, inginocchiati), dai pastori (due gruppi a destra e a sinistra) e dagli angeli. La capanna della Natività è in secondo piano, mentre in alto a sinistra vi è un edificio in parte in rovina e in parte in costruzione. Le rovine alludono alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, o all’incompiutezza della Rivelazione nell’Antico Testamento, tema trattato nello stesso lasso di tempo da Sandro Botticelli (nella Cappella Sistina). In secondo piano, inoltre, vi è un gruppo di fanciulle e cavalieri impegnati in un combattimento, come a suggerire l’agitarsi del mondo pagano che non ha ricevuto la Buona Novella.


I due alberi, subito noti all’osservatore, sono elementi simbolici: l’alloro anteriormente e la palma subito dietro alludono al destino del Bambino, raffigurando uno il trionfo sulla morte con la Resurrezione, e l’altra il martirio sulla croce. Il dipinto è rimasto incompiuto. Per la prima volta Leonardo introduce il linguaggio dei gesti e dei volti; tutte le figure manifestano stupore, ad esempio l’uomo di destra che solo guardando il cielo e tenendo la mano aperta davanti al volto rivela la presenza della stella cometa (non raffigurata).




Di Federica Bertoni, Liceo L. A. Seneca, 5°L